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L’Agenzia delle Entrate ha dato il via libera alla deduzione, per competenza, dell’accantonamento per l’indennità di cessazione del rapporto di agenzia, in tutte le sue componenti (quali ad esempio l’indennità di risoluzione del rapporto o Firr, l’indennità suppletiva di clientela e l’indennità meritocratica), precisando che vanno individuati i metodi di calcolo e le condizioni per poter effettuare un congruo accantonamento in bilancio (circolare n. 33/E/2013).
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Con la nota n. 9761/2014, il Ministero del Lavoro ha fornito le linee guida per i controlli nelle imprese con programmi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale (aziende in CIGS).
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Il D.L. 34/2014, all’esame della commissione parlamentare permanente, verrà votato in Aula a partire da martedì 22 aprile.
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Con messaggio Inps 4152/14, diffuso ieri, l'Istituto è intervenuto per chiarire che il recupero del contributo addizionale Aspi (1,4%) (previsto per chi stabilizza contratti a tempo determinato) potrà riguardare anche i lavoratori assunti in apprendistato dopo un precedente contratto a termine.
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La Commissione Europea ha proposto ieri la creazione di una nuova piattaforma comunitaria - che raggrupperà funzionari degli ispettorati del lavoro, autorità fiscali ed enti responsabili di gestire i flussi migratori - al fine di lottare contro il lavoro in nero.
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Il prossimo 12 aprile scade il termine per la presentazione delle domande di accesso al bonus contributivo di 190 euro al mese, previsto in favore dei datori di lavoro privati che nel 2013 hanno assunto lavoratori licenziati, nei 12 mesi precedenti, da imprese che occupavano meno di quindici dipendenti, per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività o di lavoro.
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Il Ministero del Lavoro ha risposto negativamente all’Interpello n. 10/2014, con il quale era stato richiesto se il personale addetto alle attività di call center in bound e/o out bound (così come possibile per gli addetti ai centralini telefonici privati) potesse essere assunto con contratto di lavoro intermittente, a prescindere dai requisiti anagrafici e oggettivi.
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Il testo del riscritto comma 1 dell’articolo 1 del D.Lgs. 368/2001 prevede l’unica condizione che le aziende devono rispettare in caso di ricorso al nuovo contratto a termine costituito dal limite massimo fissato nella misura del 20% dell’organico complessivo.