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Categorie: Normativa

Il limite quantitativo del 20% non si applica a tutti i contratti a termine. La legge, infatti, individua una serie di rapporti esentati dal predetto vincolo: (i) i datori di lavoro che impiegano fino a 5 dipendenti possono assumere sempre una persona, anche se i dipendenti a tempo indeterminato sono poche unità o mancano del tutto;

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Il Ministero del Lavoro dovrebbe, a breve, diffondere una circolare con la quale ufficializzare le regole per la detassazione delle voci retributive legate alla produttività del 2014.

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La legge di conversione del cd. “Decreto Legge Poletti” stabilisce che il limite massimo di durata di 36 mesi non si applica al contratto di somministrazione a termine per l'utilizzatore, ossia per l'azienda che usa il lavoratore “somministrato”.

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Il datore di lavoro può sforare il tetto del 20% della forza lavoro stabile mediante assunzione a termine, pagando una sanzione economica.

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Con l’approvazione definitiva da parte della Camera il decreto sul lavoro n. 34/2014 è diventato legge. In sintesi, i contratti a termine non richiedono più una specifica causale e potranno avere una durata massima di 36 mesi, comprensiva di rinnovi, di eventuali proroghe - che potranno essere al massimo cinque - ed inclusi i periodi di missione per somministrazione a tempo determinato.

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Il ministro per i Rapporti con il parlamento, Maria Elena Boschi, ha annunciato che il governo ricorrerà nuovamente alla questione di fiducia per blindare il decreto lavoro alla Camera.

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La procedura di rifinanziamento del Dl 76/2013 - che prevede un incentivazione per l'assunzione a tempo indeterminato dei giovani mettendo a disposizione fondi per 794 milioni a favore delle sole regioni del Centro Nord - è in procinto di essere sbloccata dalla Commissione europea.

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Il decreto sul lavoro ha incassato al Senato la seconda fiducia e torna alla Camera per il sì definitivo, dopo le modifiche introdotte dal governo al termine della mediazione di maggioranza. Tra le novità, i contratti a termine non richiedono più una giustificazione; il numero di proroghe sale da uno a cinque.