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Categorie: Normativa

Lo schema di Decreto legislativo sul riordino dei contratti – oggetto di esame preliminare lo scorso 20 febbraio da parte del Consiglio dei Ministri - prevede il graduale superamento dei contratti a progetto. Nello specifico, dall’entrata in vigore del provvedimento, non si potrebbero più stipulare nuovi contratti co.co.pro. (fatte salve alcune eccezioni) e quelli in atto resteranno in vigore fino a scadenza.

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Il vecchio AEC che regola i rapporti fra gli agenti e rappresentanti di commercio e le case mandanti del settore industriale e della cooperazione regola ancora la disciplina delle indennità di fine rapporto (artt. 10 e 11). L’accordo del 2002, infatti, resterà ancora applicabile sino alla scadenza per i contratti di agenzia in essere che rimangano in vigore sino al 31 marzo 2017, nonché sino al 31 dicembre 2015 per tutti i contratti di agenzia in corso alla data di entrata in vigore del nuovo AEC.

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La Cassazione, sez. lavoro, con la sentenza n. 7567/2014, è tornata ad affrontare il tema delle modifiche unilaterali al contratto di agenzia, accogliendo il ricorso di un agente di commercio che rivendicava la nullità di clausole contrattuali che prevedevano, in capo alla preponente, il potere di modificare unilateralmente, con il solo onere del preavviso, la zona nonché le tariffe provvigionali, il portafoglio clienti e la lista dei prodotti.

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Con l’entrata in vigore del decreto sul contratto a tutele crescenti, ora all’esame delle Commissioni parlamentari, si presenterà un doppio regime per le liti di lavoro in materia di licenziamento.

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Si prevede che entro la fine del mese di febbraio 2015 saranno pronti quasi tutti i decreti legislativi attuativi del Jobs act, aventi ad oggetto:(i) il riordino delle tipologie contrattuali, con il cosiddetto Testo unico semplificato; (ii) il riassetto degli ammortizzatori sociali; (iii) le politiche attive del lavoro; (iv) la creazione dell’Agenzia nazionale per l’impiego; (v) l’istituzione di un’Agenzia ispettiva; e (vi) la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

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Una delle modifiche apportate allo schema di decreto legislativo attuativo del Jobs Act, dopo l’esame della Ragioneria Generale dello Stato, riguarda gli ammortizzatori sociali, nello specifico la nuova assicurazione sociale per l’impiego (NASPI).

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L'accordo del 30 dicembre 2014 di rinnovo del CCNL Dirigenti Industria ha validità dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2018. I principali contenuti dell’intesa riguardano: (i) la riduzione dell'indennità sostitutiva del preavviso e (ii) la riduzione l'indennità supplementare per il caso di licenziamento ingiustificato del dirigente.

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Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con risposta ad interpello n. 1/2015 formulato dal Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro e dall’Associazione Sindacale dei consulenti del lavoro, ha chiarito che per le ipotesi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, da parte di un’impresa di somministrazione, di almeno 5 lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato nella stessa provincia e occupati nell’ambito di una gara pubblica per servizi di somministrazione di lavoro per 36 mesi, trova applicazione la L. 604/1966 disciplinante le ipotesi di licenziamento individuale e non la L. 223/1991 relativa ai licenziamenti collettivi.