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Categorie: Giurisprudenza

L’articolo 14 del Decreto Legge “destinazione Italia”, in vigore dal 24 dicembre scorso, ha fortemente inasprito le sanzioni per il lavoro sommerso ed irregolare e per le violazioni sui riposi, giornalieri e settimanali, e sull'orario di lavoro. I

Categorie: Giurisprudenza

La Corte di Cassazione, con la sentenza del 5 novembre 2013 depositata il 17 gennaio scorso, ha statuito che il trattamento di fine rapporto maturato dal dipendente durante il periodo di cassa integrazione guadagni ha natura previdenziale, e non retributiva.

Categorie: Giurisprudenza

Il Tribunale di Roma, con sentenza del 9 gennaio 2014, ha stabilito che la somministrazione a termine è legittima «a fronte di qualsiasi motivazione, anche di natura non temporanea, riferibile all'attività di impresa».

Categorie: Giurisprudenza

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28311/2013, ha statuito che la discrezionalità del datore di lavoro nel valutare le qualità professionali del dipendente non può spingersi fino al punto di negare un incentivo economico senza un'adeguata motivazione.

Categorie: Giurisprudenza

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 26398 del 26 novembre 2013, ha stabilito che l'azienda che consente al lavoratore di saltare i turni di riposo non è tenuta a risarcirlo per il danno biologico se questo non è provato.

Categorie: Giurisprudenza

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25730 depositata il 15 novembre scorso, ha statuito che il premio di produzione costituisce un elemento aggiuntivo della retribuzione che non può rientrare nel concetto di uso aziendale.

Categorie: Giurisprudenza

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2639 depositata ieri, ha dichiarato illegittimo il licenziamento di un lavoratore che aveva installato un programma per scaricare gratis musica e film nel computer aziendale negandone l’evidenza.

Categorie: Giurisprudenza

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26143 depositata il 21 novembre, ha statuito che registrare le conversazioni dei colleghi a loro insaputa costituisce motivo di licenziamento, anche se le registrazioni servivano a provare un caso di mobbing.