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Categorie: Giurisprudenza
La Suprema Corte di Cassazione, con sentenza n.20949 del 3 ottobre 2014, rigettando il ricorso presentato da un lavoratore intenzionato a vedersi riconosciuta la categoria dirigenziale e le relative differenze retributive, ha confermato la sentenza della Corte d’Appello di Perugia, ritenendo che per l'attribuzione della categoria dirigenziale il lavoratore deve provare l'avvenuto riconoscimento nei suoi confronti di una vasta area di libertà entro la quale può assumere in prima persona decisioni capaci di indirizzare e influire sull'andamento dell'attività, rispondendo solo ed esclusivamente alle direttive generali dell'imprenditore.
Categorie: Giurisprudenza
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 20106 depositata in data 24 settembre 2014, ha ribadito il principio per il quale nel calcolo del periodo di comporto vanno considerati anche i giorni festivi se in quelli antecedenti o successivi il lavoratore è rimasto in malattia.
Categorie: Giurisprudenza
Il Tribunale di Roma, con sentenza del 16 settembre 2014, ha rigettato il ricorso ex articolo 28 con cui l'Unione sindacale di base - lavoro privato (Usb) lamentava il disconoscimento delle proprie RSA all'interno di un'azienda e la conseguente negazione dei diritti sindacali in azienda.
Categorie: Giurisprudenza
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 20230 del 25 settembre 2014, nell'ambito del giudizio promosso da un dipendente che affermava la nullità del licenziamento irrogato dal datore di lavoro quale culmine di un comportamento ritorsivo e vessatorio, ha precisato i tratti distintivi e peculiari del mobbing.
Categorie: Giurisprudenza
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 18861 dell’8 settembre 2014, ha chiarito che l'apparato sanzionatorio di cui all’art. 32, comma 5, L. n. 183/2010 (c.d. Collegato Lavoro), oltre che ai casi di conversione di un rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato in uno indeterminato, si estende anche al contratto di somministrazione di lavoro a tempo determinato.
Categorie: Giurisprudenza
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 18675 del 4 settembre 2014, ha chiarito che il trasferimento di un ramo d'azienda, può essere invocato soltanto quando preesista un'autonomia funzionale e organizzativa dell'area ceduta e non nelle ipotesi in cui venga creato un contenitore ad hoc per trasferirvi le risorse umane considerate in eccesso. In caso contrario ci si trova di fronte a una «fittizia ristrutturazione aziendale» finalizzata al licenziamento dei dipendenti della società.
Categorie: Giurisprudenza
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 18678 del 4 settembre 2014, ha confermato la legittimità del licenziamento intimato ad un lavoratore assenteista "tattico" anche in mancanza del superamento del periodo di comporto.
Categorie: Giurisprudenza
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con sentenza n. 18353, depositata in data 27 agosto 2014, hanno affermato che la rinuncia alla reintegrazione sul posto di lavoro (conseguente a licenziamento illegittimo), in favore del pagamento dell'indennità sostitutiva di 15 mensilità, determina l'immediata risoluzione del rapporto di lavoro;